giovedì 3 maggio 2012

Università Italiana e meritocrazia

Mi vorrei riallacciare a questo post per alcune considerazione sull'Università Italiana e la meritocrazia. Non riesco a capire perché l'ipotesi più semplice per migliorare il "reclutamento" del personale che fa ricerca non venga nemmeno presa in considerazione: solo l’eliminazione dei concorsi risolverebbe il problema alla radice. Bisognerebbe attribuire la responsabilità di scegliere a chi comanda e prevedere un sistema che penalizzi severamente chi sceglie nel caso la persona scelta non produca in maniera soddisfacente. Finchè i capi saranno protetti ed inamovibili, per qualsiasi regola si troverà sempre l’inganno. La storia degli ultimi sessanta anni insegna questo ma si continua a ripetere sempre lo stesso errore… bah… Possibile che nessuno noti che i sistemi più meritocratici in assoluto sono quelli che prevedono la scelta diretta? E' praticamente impossibile evitare che un concorso venga in qualche modo truccato o manipolato, l'unica è eliminarli. Il concorso aggrava pure la situazione perché deresponsabilizza. Non so se ci avete fatto caso ma ogni volta che qualche giornalista va a caccia di qualche "barone" con 10 parenti assunti nella stessa università, la risposta che danno è sempre la stessa: "hanno vinto un regolare concorso". Significherà pure qualcosa no?

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